LA MODA e LA STORIA - INTRODUZIONE

 


Riprendo la definizione di moda dalla Treccani, perché da qui partiamo: “Fenomeno sociale che consiste nell’affermarsi, in un determinato momento storico e in una data area geografica e culturale, di modelli estetici e comportamentali (nel gusto, nello stile, nelle forme espressive) e nel loro diffondersi via via che ad essi si conformano gruppi, più o meno vasti, per i quali tali modelli costituiscono, al tempo stesso, elemento di coesione interna e di riconoscibilità rispetto ad altri gruppi; in epoca moderna e in particolare nella società occidentale contemporanea, tale fenomeno assume caratteristiche peculiari in relazione con l’elevata mobilità sociale, la rapida e vasta diffusione delle immagini tramite i mezzi di comunicazione di massa, la creazione o appropriazione dei modelli da parte dell’industria, che dà loro forma di merci adeguate al mercato internazionale. Come espressione del gusto predominante (tipico di una determinata società) la moda interessa ambiti intellettuali, ideologici, movimenti artistici e letterari o, più genericamente, abitudini, comportamenti e preferenze. Con uso assoluto, o senza particolari specificazioni, il termine fa in genere riferimento all’ambito dell’abbigliamento (ma anche delle acconciature, degli ornamenti personali, del trucco, ecc.), nel quale il fenomeno è caratterizzato, soprattutto in tempi recenti, dal rapido succedersi di fogge, forme, materiali, in omaggio a modelli estetici che in genere si affermano come elementi di novità e originalità”.

Si fa riferimento quindi, oltre che all’abbigliamento, anche ad abitudini, usanze, comportamenti che si siano temporaneamente imposti e che sono seguiti da quanti vogliono apparire al passo con il proprio tempo.

Fenomeno complesso, trasversale, sempre in evoluzione, che coinvolge molte dimensioni oltre all’abbigliamento: si parla di moda in ambito sociale, culturale, economico, comunicativo, psicologico, politico, ideologico, religioso, tecnologico.

Si parla di valori, simboli, pratiche, tradizioni, know-how, norme e codici sociali, identità, innovazione, creatività, economia e l’approccio deve necessariamente essere ampio e integrato.

E’ un fenomeno collettivo, un manifesto visibile ed efficace di ruolo sociale, di appartenenza a un gruppo, di comunicazione non verbale.

La moda registra, segnala e descrive i cambiamenti anche radicali che avvengono nella società in un certo luogo e tempo.

Il termine “moda” è oggi utilizzato per vendere enormi quantità di abbigliamento, con dinamiche create artificialmente, addestrando a una cultura dei desideri che ha sostituito quella dei bisogni, generando i fenomeni dell’overproduction e dell’overconsumption, ma questo non è l’obiettivo di questo articolo e mi fermo qui…

Ci serve solo ribadire che la distorsione del sistema è stata riconosciuta, il concetto di sviluppo sostenibile (nel senso di riduzione dell’impatto ambientale, sociale ed economico di fibre, tessuti e capi) è affiorato solo negli ultimi anni e in questo senso si stanno muovendo sia il mercato e i suoi attori sia i legislatori.

Intendo dire che esiste una cultura della moda, nuova, composta da tanti elementi che nel tempo sono stati appartati e che ora stanno riaffiorando nella filiera e nel mercato: ogni atto di acquisto è sia economico sia morale, la dimensione delle scelte è collettiva e non individuale.


Gli elementi che impattano le tendenze moda sono: disponibilità dei materiali e loro commercio, economicità, scelta degli stessi (anche in funzione di vestibilità e funzionalità), innovazione tecnologica e invenzioni di materiali e accessori, fattori culturali.

La storia della moda è la narrazione della creatività umana, della cultura e dell’organizzazione sociale del tempo: un viaggio nella moda corrisponde a un viaggio nella storia, perché la storia della moda riflette la storia della società, la trasformazione della moda riflette la trasformazione della società, la moda riflette il mondo circostante così come lo influenza.

La moda è imitazione e differenziazione: in questa ambivalenza del fenomeno c'è la chiave per comprenderlo.

Con la necessaria sintesi e semplificazione, senza pretese di completezza questo è il viaggio che andremo a fare insieme.


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