TRENDSETTER

 


Secondo il dizionario il trendsetter è colui o colei che fa tendenza e quindi impone una moda o una tendenza.

Se ne è parlato molto in questi ultimi anni, ma la figura del “trendsetter” non è solo contemporanea: anche in passato, infatti, diverse persone “visibili” hanno inaugurato e imposto delle tendenze.


Queste considerazioni puntano proprio a evidenziare alcune persone che nel passato hanno fatto e imposto una tendenza, una moda.


Poiché nel passato le persone visibili e che potevano in qualche modo “fare e imporre una tendenza” erano i re e le regine, si è parlato anche di “royal trend setter”: il fascino e l’influenza dei re e delle rispettive famiglie era inarrivabile.

Alcune tradizioni, comportamenti, situazioni e colori che diamo per scontati sono nati proprio da un trend generato e imposto nel passato.

 

Le tendenze e la stagionalità della moda

Fu il re Luigi XIV° di Francia (1638-1715), il Re Sole, a imporre che nuovi tessuti e accessori fossero disegnati e lanciati sul mercato due volte l’anno.

Stabilì che i nobili in visita alla corte di Versailles fossero vestiti esclusivamente secondo le ultime tendenze, stabilì cioè un dress-code e le tendenze stagionali.


Questa scelta del re e del suo influente ministro Colbert non era casuale: l’intento era anche quello di stimolare l’economia del tessile e dell’abbigliamento in Francia!

Lo fece, intelligentemente, partendo dalle persone più facoltose, quelle oggi definite “alto-spendenti”. Il piano del re funzionò e Parigi diventò così anche la capitale della moda, che prima di allora era più statica e nella quale il colore predominante era il nero.

 

Il colore bianco per la sposa

Questa tradizione fu inaugurata dalla regina Vittoria (1819-1901), che si sposò nel 1840 indossando un vestito bianco.


Ordinò anche che nessun invitato indossasse vestiti bianchi e lunghi, era solo lei al centro dell’attenzione: altro trend.

Da allora il trend si diffuse, partendo ovviamente dei nobili per arrivare poi al resto d’Europa, dove fino ad allora la popolazione si sposava con il vestito migliore, indipendentemente dal colore.

 

Il colore nero per il lutto e per l’abito formale

Tra le cause che portarono il colore nero a essere il colore del lutto nella cultura europea ci fu senz’altro la scelta della regina Vittoria (ancora lei…) di indossare il colore nero in segno di lutto dopo la morte del marito, segno di lutto che la regina per la verità non abbandonò mai.


Il trend si diffuse tra i nobili, successivamente tra la classe media e tra il popolo…


Il colore nero è però anche il colore “formale” per eccellenza: nel medioevo era anche il colore che identificava uno status sociale alto e il relativo benessere, in quanto il nero-nero era difficile da ottenere (e quindi costoso).

Durante la rivoluzione industriale (pensiamo al carbone e al fumo) il nero si diffuse anche per la sua praticità e maggiore resistenza a questi agenti rispetto a tutti gli altri colori.

 

L’ultimo bottone slacciato

Il re Edoardo VII° (1841-1910) era di corporatura piuttosto massiccia e lasciava slacciato l’ultimo bottone del gilet e della giacca per avere un maggiore comfort.

Questo trend si diffuse, per imitazione, dapprima alle persone che lo circondavano e in seguito alla popolazione: il comfort non era una prerogativa esclusivamente reale!


Ecco perché ancora oggi l’ultimo bottone di una giacca o di un blazer a tre o a due bottoni non viene allacciato quando siamo in piedi.

 

Lo standard dell’abbigliamento formale da uomo

Fu il re Carlo II° (1630-1685) a definire lo standard dell’abbigliamento formale da uomo.

Ordinò che fosse costituito da giacca, gilet, pantaloni (sotto il ginocchio, ai tempi) e cravatta (oltre alla parrucca, ai tempi…).


Certamente non si tratta dell’abito formale a tre pezzi di oggi ma sicuramente ne è un insigne predecessore.

 

Revenge Dress

Fu nominato “revenge dress” dalla stampa l’abbagliante e rivoluzionario mini-abito di tessuto scuro, corto, con spalle scoperte, scollo a barca e orlo asimmetrico, che la principessa Diana (1961-1997) sfoggiò a un party organizzato da Vanity Fair nei Kensigton Gardens, nella sua prima uscita dopo l’ufficializzazione della relazione Carlo-Camilla.


Con “l’abito della vendetta” ruppe le rigide regole del protocollo, brillò, mostrò il proprio fascino e la propria sicurezza.

Non solo il termine ma anche il comportamento sono diventati un trend in questa situazione.


Il “revenge dress” occupa un posto speciale nell’immaginario culturale comune.


#trendsetter #moda #tendenza #royaltrendsetter #passato #stagionalità #bianco #nero #bottone #formale #revengedress

Commenti

Post più popolari