ALTAGAMMA®
La fondazione Altagamma® è nata nel 1992, con primo presidente Santo Versace. I presidenti successivi saranno Leonardo Ferragamo, Andrea Illy ed oggi Matteo Lunelli.
Riunisce attualmente oltre 110 imprese dell’industria creativa e culturale italiane. Si tratta di imprese riconosciute come ambasciatrici dello stile italiano nel mondo.
La missione della fondazione è quella di contribuire alla crescita e alla competitività di tali imprese, quindi alla crescita economica dell’Italia, in altre parole fare sistema per competere meglio, perché il “made in Italy” vero e alto di gamma è, secondo le parole di Matteo Lunelli “..un elemento di forza della nostra società, che valorizza i territori e preserva le filiere”.
La Fondazione ha anche l’obiettivo di promuovere il lavoro manuale, motore dell’industria manifatturiera dell’alto di gamma, portatrice di uno specifico modello di business.
Riprendendo nuovamente le parole di Matteo Lunelli “il made in Italy non è un’idea, non è “solo” un brand. Sono prodotti e competenze, espressioni di tradizioni e territori. È un contenitore di straordinarie potenzialità legate anche alla manifattura, all’artigianalità”.
E qui entra in gioco la formazione…e la formazione
è uno dei temi chiave nell’agenda della fondazione. Infatti, in collaborazione
con il governo, è nato il progetto “Adotta una scuola”, che impegna 33 brand di
Altagamma e 38 istituti tecnici professionali. Il progetto crea percorsi di
formazione personalizzati, per ridurre il divario tra domanda e offerta di
profili tecnici e professionali, avvicinando il mondo della scuola a quello
dell’impresa.
La “Giornata nazionale del Made in Italy”, il 15 aprile (data dal forte valore simbolico, essendo la data di nascita di Leonardo Da Vinci) è stata promossa e sponsorizzata anche dalla Fondazione Altagamma®.
Ma vediamo cos’è il cosiddetto “alto di gamma”: vale 144 miliardi di euro, contribuisce al 7,4% del Pil italiano, occupa due milioni di persone (8,2% degli occupati in Italia) ed esporta oltre il 50% dei ricavi. Non solo: il comparto è in costante crescita, con un consumatore sempre più giovane e asiatico.
Pensiamo, in termini quantitativi, che il 40% dei
consumi globali è oggi effettuato dai cittadini asiatici.
L’obiettivo della Giornata non è la pura
celebrazione, ma da un lato l’accrescimento dell’orgoglio e della
consapevolezza degli italiani sull’importanza del mercato del lusso, dall’altro
la stimolazione degli imprenditori del lusso a “fare sistema” per essere più
presenti e competitivi nei mercati.
Il riconoscimento del lusso (e in esso della moda, con tutta la sua filiera a monte) quale patrimonio economico e culturale in Italia è una realtà, sia pur nata nel 1991, molti anni dopo rispetto ai cugini d’oltralpe.
Possiamo quindi affermare che esiste e opera anche
“the voice of Italian luxury”. E’ innegabile che in Italia esistano un “savoir
faire”, un lusso e un “Italian way of life” da difendere: anche in Italia, come
in Francia, il futuro del lusso è legato alla capacità di trasferire i suoi
fondamenti alle nuove generazioni.
Nella supply chain del lusso una filiera corta, trasparente, controllata e sostenibile (nel senso ambientale, sociale ed economico del termine) sta assumendo un ruolo sempre più importante.
Altro problema è lo spostamento a monte della filiera
delle problematiche e degli investimenti inerenti alla sostenibilità … in altri
termini: chi paga la sostenibilità?
In effetti è proprio negli anelli a monte della filiera, dove c’è la produzione, che si riscontrano le maggiori problematiche e sono necessari i maggiori investimenti: quindi la necessità è quella della collaborazione, del sostegno alla filiera e non dei diktat.
In ogni caso è interessante notare come anche il marketing si evolva: diventa sempre più il marketing della trasparenza, dell’autenticità, della sincerità, della garanzia, della fiducia nei brand e nelle aziende, dell’ammissione dei punti deboli e dell’impegno a correggerli: non per niente si cerca di dare una connotazione sempre più “umanizzata” al prodotto, identificandolo con le caratteristiche e il carattere connesse alla persona umana.
Ma sto divagando…torniamo alla nostra fondazione e vediamo come si è sviluppata.
Nei suoi primi anni l’attività, l’allora Associazione si è concentrata in particolare su temi come l’accesso ai mercati e la contraffazione.
Nel 1999 è nato il Monitor Altagamma, il primo strumento di analisi periodica dei consumi dei prodotti di alta gamma.
Nel 2001 è stata stretta un’alleanza con altre omologhe associazioni europee quali Walpole (Inghilterra) e Comitè Colbert (Francia), alleanza che porterà nel 2010 alla creazione di ECCIA (European Cultural and Creative Industries Alliance) con lo scopo di rappresentare le istanze dell’industria di eccellenza nei confronti delle Istituzioni Europee. Alle tre associazioni fondatrici si aggiungeranno in seguito la tedesca Meisterkreis e lo spagnolo Circulo Fortuny.
E’ del 2002 il varo, in collaborazione con SDA Bocconi, del Master in Fashion, Experience and Design Management (MAFED).
Nel frattempo, attraverso pubblicazioni, ricerche, eventi, spettacoli, mostre fotografiche, formazione, lobbying, co-lab e altre attività, l’associazione, divenuta fondazione, ha lavorato per individuare le eccellenze italiane e affermare nel mondo lo stile di vita e la cultura italiani, esaltando “il bello, il buono e il ben fatto”.
Nel 2013 nascono le Giornate Altagamma: momenti di confronto degli imprenditori Altagamma con autorevoli personaggi esterni alla Fondazione sui macro-temi di interesse per il settore. Nello stesso anno, concepito e realizzato da un pool di soci della fondazione, si inaugura un concept store dell’italian lifestyle chiamato LARTE.
Nel 2014 Altagamma® completa la sua proposta di studi e Ricerche con il Luxury Global Consumer Insight, analisi focalizzata sul consumatore globale di alta gamma appunto. Viene poi lanciato l’Altagamma Design Market Monitor, primo studio che analizza nel dettaglio il mercato del design di fascia alta.
Dal 2015 la fondazione organizza il Premio Giovani Imprese, un progetto di scouting di start-up che prevede per i vincitori un percorso di mentorship e l’ingresso in Altagamma nella nuova categoria di soci Giovani Imprese.
In quel periodo, per rafforzare ulteriormente il
legame dell’industria di alta gamma con il mondo della cultura e dell’arte,
nasce una nuova categoria di Soci Onorari, di cui fanno parte le più importanti
Istituzioni Culturali Italiane: la Triennale di Milano, la Biennale di Venezia,
il Teatro alla Scala…
E siamo al 2018, quando vengono pubblicati i volumi “Altagamma. Italian Creativity and Culture”, che narra le iniziative promosse dai Brand associati a sostegno dell’arte e della cultura italiana e “Altagamma. Strategie per l’Italia di Eccellenza”, che propone una riflessione sul presente e sul futuro dell’industria di eccellenza, dell’economia e della società italiane, attraverso settantotto contributi di esperti, economisti, consulenti, opinion leader e imprenditori dell’alto di gamma. E intanto il panel delle ricerche svolte da Altagamma si arricchisce…
Nel 2019 viene varato il progetto dedicato alla valorizzazione e promozione dei mestieri tecnici e professionali, con la presentazione del volume “I Talenti del Fare”, che da una parte stima in oltre 200mila i profili che verranno a mancare alle imprese associate e dall’altra indica la proposta formativa posta in essere.
La strategia della fondazione per il triennio 2020-2022 si è incentrata su Internazionalizzazione, Sostenibilità, Contemporaneità e Turismo, affiancando i soci in sinergia con le organizzazioni di categoria e intensificando le relazioni e il confronto con governo e istituzioni europee.
Le imprese che aderiscono ad Altagamma® operano in settori diversi, tra i quali moda, gioielleria, design, ospitalità, alimentare, nautica, automotive, wellness, …
L’ingresso di nuovi soci avviene su invito o attraverso la segnalazione da parte di due o più soci.
Fanno parte della fondazione anche alcuni soci
onorari, riconosciuti ambasciatori dell’eccellenza italiana nel mondo.
Ecco alcuni brand e imprese associate ad Altagamma®: si tratta di un elenco non esaustivo, sbilanciato verso la filiera tessile-moda-accessori che più ci interessa in questa sede e in rigoroso ordine alfabetico.
Andiamo ad enumerate dei brand posizionati nella fascia più alta del mercato e che non necessitano di presentazione, tra i quali: Acqua di Parma, Alberta Ferretti, Alessi, Artemide, B&B Italia, Baratti & Milano, Bellavista, Benetti, Boffi, Bottega Veneta, Brioni, Brunello Cucinelli, Buccellati, Bulgari, Canali, Corneliani, Dainese, Dolce & Gabbana, Ducati, Etro, Fendi, Ferragamo, Ferrari, Ferrari Trento, Frescobaldi, Frette, Gessi, Gucci, Herno, Illy, Isaia, Jil Sander, Kartell, Kiton, Lamborghini, Loro Piana, Marni, Maserati, Max Mara, Missoni, Moncler, Nonino, Pagani, Piacenza Cashmere, Poltrona Frau, Pomellato, Prada, Pucci, Riva, S. Pellegrino, Santoni, Sergio Rossi, Stone Island, Technogym, Tod’s, Valentino, Versace, Zanotta, Zegna.
Se li leggiamo uno dopo l’altro ci rendiamo conto della “potenza di fuoco” e del valore di questi marchi…e non sono tutti!
Ci sono poi dei soci onorari tra i quali, anche in questo caso in rigoroso ordine alfabetico e con il solo obiettivo di indicarne qualcuno: Eleonora Abbagnato, Piero Bassetti, Andrea Bocelli, Massimo Bottura, Antonio Citterio, Carlo Cracco, Massimiliano Fuksas, Giorgetto Giugiaro, Gabriele Muccino, Michelangelo Pistoletto, Beatrice Venezi.
Ogni anno alcuni fra i migliori brand emergenti appartenenti a diversi settori entrano in Altagamma con un programma di mentorship. La selezione avviene tramite il Premio Giovani Imprese – Believing in the Future.
Partner qualificati della fondazione ne condividono principi e obiettivi, hanno salde relazioni con le industrie associate, partecipano ai progetti della fondazione stessa e ne sostengono concretamente l’attività.
Oggi Altagamma® è il punto di riferimento per la conoscenza del mercato luxury: cura infatti 8 ricerche condotte con i più autorevoli partner nelle quali si approfondiscono mercati, consumi e consumatori, retail e settori merceologici. Le sintesi di queste ricerche sono disponibili per il pubblico nei comunicati stampa, mentre le ricerche sono riservate ai soci.
Altagamma® promuove poi gli interessi dell’industria
creativa e culturale italiana attraverso una continua attività di relazioni
istituzionali a livello locale, italiano ed europeo, in ambiti che vanno dalla
tutela della proprietà industriale e anticontraffazione, alla politica
commerciale, alle tematiche fiscali, alla formazione…
Citando nuovamente Matteo Lunelli, attuale presidente di Altagamma® “il made in Italy vero e alto di gamma è un elemento di forza della nostra società, che valorizza i territori e preserva le filiere”.
Ho già accennato al fatto che Altagamma® è promotrice e membro fondatore della European Cultural and Creative Industries Alliance (ECCIA) l’organismo di rappresentanza dell’alto di gamma europeo, composto da più di 600 brand e istituzioni, che include anche:
- la francese Comité Colbért
- la britannica Walpole
- la tedesca Meisterkreis
- lo spagnolo Circulo Fortuny
- lo svedese Gustaf III Kommitté
- la portoghese Laurel.
L’alto di gamma europeo rappresenta il 70% del mercato del lusso mondiale, dà lavoro ad oltre 2 milioni di persone in Europa ed esporta oltre il 60% della propria produzione.
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