Un impulso molto importante nello sviluppo tecnologico in
ambito tessile è quello dato dai cosiddetti “smart textiles”. Di cosa parliamo?
Gli Smart Textiles o Smart Fabrics o Tessuti Intelligenti
o E-Textiles sono materiali in grado di percepire stimoli dall’ambiente esterno
e reagire a manipolazioni meccaniche, termiche o chimiche, modificando la propria
struttura in modo automatico o rilevando dati fisiologici e ambientali attraverso
batterie, sensori, display, ecc. per trasferirli a soggetti in grado di
interpretare e utilizzare questi dati.
La recentissima pandemia ha dato ulteriore impulso allo sviluppo
e alla diffusione degli Smart Textiles, non solo a livello di DPI (Dispositivi
di Protezione Individuale come mascherine, guanti, abbigliamento protettivo) e
il loro mercato, valutato in 3,4 miliardi di dollari nel 2019 si pensa possa
arrivare a oltre 9 miliardi entro il 2025.
I tessili intelligenti sono nati dalla ricerca militare e
aerospaziale intorno agli anni ’60 del secolo scorso, hanno conquistato il
mondo medicale, sportivo e dell’extreme workwear e si stanno introducendo
sempre più nel mondo fashion.La ricerca, la maggiore efficienza, la
miniaturizzazione, i minori consumi e le nanotecnologie ne hanno favorito la
progressiva diffusione: filati conduttivi flessibili, fibre ottiche, nanotubi
di carbonio, materiali che interagiscono con device elettronici possono oggi
essere inseriti nell’abbigliamento.
In questo ultimo periodo abbiamo potuto verificare quanto
sia importante monitorare costantemente le condizioni di salute delle persone:
queste funzioni possono essere assunte da device indossabili. Pensiamo all’accesso
ai servizi, alla mobilità, alle attività ricreative, alla cura e assistenza
medica: l’accesso e le prestazioni possono avvenire, quando possibile, in
remoto.Un sistema di monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti a domicilio,
in continuo, non invasivo e in tempo reale, realizzato grazie a un dispositivo
in tessuto munito di sensori che viene indossato, il medico che può disporre di
un quadro complessivo del paziente e controllare costantemente l’evolversi del
suo stato di salute. Beh…si tratta di una una realtà.
I vantaggi in termini di spesa sanitaria sono indubbi. Aziende,
unite a università e istituti di ricerca hanno fatto di questo ambito il
proprio modello di business, investendo, ricercando e innovando, brevettando.
Il progresso tecnologico sta infatti trasformando
l’indumento in una piattaforma in grado di integrare nel tessuto sensori sempre
più impercettibili ed invisibili e allo stesso tempo funzionali e versatili, al
servizio della persona nel quotidiano e non invasivi: si parla di “wearable
devices”.
I polimeri tessili risultano decisamente più confortevoli e
integrabili in un “normale” capo d’abbigliamento.
Esistono prototipi di T-Shirt per elettrocardiografia,
cappucci per elettroencefalogrammi, strumenti per il controllo e
l’ottimizzazione delle prestazioni sportive…Gli smart textiles trovano
applicazione non solo in ambito medico e diagnostico ma anche nell’ambito
dell’assistenza, del fitness, del workwear estremo, dell’ambiente, attraverso
la rilevazione di parametri diversi. E i sensori wearable possono infatti rilevare, in
diversi ambiti, attività elettrica, deformazione, spostamento, rotazione, pressione,
temperatura, umidità, ph, gas,…
Naturalmente l’efficacia degli smart textiles dipende non
solo dalla loro miniaturizzazione, dalla flessibilità, dalla leggerezza, dalla vestibilità
e dalla resistenza all’usura ma anche dalla loro resistenza a normali cicli di
lavaggio, dovendo essere necessariamente indossati ed essendo soggetti alla
normale manutenzione.
Dal punto di vista della sostenibilità, trattandosi di
prodotti progettati per migliorare la qualità della vita delle persone gli
Smart Textiles potrebbero essere considerati sostenibili per definizione ma come
per ogni altro manufatto il loro grado di sostenibilità dipende dalla ‘storia’
ecologica e sociale dei materiali utilizzati, dall’impronta ambientale del
processo di produzione e del loro utilizzo e smaltimento.Infatti Ie componenti
elettroniche, dotate di modulo di trasmissione e batteria, possono essere un
problema in fase di smaltimento e riciclo del capo una volta a fine vita: occorre
quindi progettare il prodotto in modo da favorirne la rimozione per un coerente
e differenziato smaltimento degli elementi non riciclabili.
Il progetto DailyST – Smart Textile as a Daily Routine ha lo
scopo di individuare indumenti smart che possano facilitare e migliorare la
vita delle persone nella loro quotidianità. Finanziato dalla Comunità Europea e
da Regione Lombardia nell’ambito del Bando Fashiontech – Progetti di ricerca e
sviluppo per la moda sostenibile, è coordinato da ComfTech®, PMI
Innovativa di Monza, leader nella progettazione e produzione di sistemi di
monitoraggio indossabile (wearable) che integrano sensori tessili e indumenti
smart.L’azienda è composta da un team che unisce competenze in aree diverse:
tessile, design, bioingegneria ed elettronica. L’obiettivo di ComfTech è
offrire l’opportunità di monitorare i propri parametri fisiologici a chiunque,
ovunque ed in qualunque momento, con finalità cliniche, ma anche legate allo
sport e al wellness.
Da pochissimo è nata Tex Competence, una Joint Venture tra
ComfTech e Canclini, primario produttore di tessuti per camiceria e non solo.
La partnership unisce il mondo degli smart textile e della tecnologia
innovativa alla cultura del tessile italiano per dar vita a wearable e sistemi
di tessile intelligente in grado di operare in tutti i settori, non solo nell’abbigliamento.
E’ stato recentemente presentato anche un tessuto composito
caratterizzato da lavorazioni assimilate a “tagli” in modo tale che il tessuto stesso
possa variare autonomamente la forma in risposta a uno stimolo luminoso, come se fosse composto
da una serie di elementi che si aprono e chiudono: si tratta di materiali
programmabili - chiamati smart materials - che reagiscono agli stimoli ambientali senza
l’intervento di meccanismi robotici (cioè di tecnologie "intelligenti").Il tessuto così
realizzato può essere utilizzato con funzione schermante per le aperture su
piccola e grande scala. Il tipo e la dimensione dei moduli e delle aperture
potrebbero essere programmati per chiudersi in risposta alla luce del sole,
fornendo ombreggiature minime o una giornata nuvolosa o massime in un ambiente
molto soleggiato.
Ancora, è stata recentemente sviluppata una copertura realizzata
con tessuti fotoluminescenti riciclati che assorbono l’energia solare per
produrre luce.
Insomma, dalle installazioni artistiche, ai padiglioni
temporanei, alle coperture interattive…. I tessuti prodotti con queste nuove
tecnologie hanno prestazioni energetiche e sostenibili decisamente innovative,
che ne preannunciano potenzialità future su vasta scala anche per edifici
residenziali e spazi urbani, con ricadute positive dal punto di vista economico
e della qualità ambientale.
SmartX è invece una piattaforma di accelerazione guidata da
un consorzio di 13 partner europei del settore Tessile e Tecnologia, tra i
quali per l’Italia figura Pointex-Città Studi Biella.
Il progetto, finanziato nell’ambito del programma di ricerca
e innovazione Horizon 2020 dell’Unione europea, promuove l’innovazione sui
tessili intelligenti per sviluppare una catena di valore per la loro produzione
in Europa e per contribuire a immettere velocemente sul mercato i progetti più
promettenti.
Bodee®, uno dei progetti vincitori di SmartX Europe nel
giugno 2020, è la linea di prodotti pensata per i neogenitori e il loro figli
realizzato, nuovamente, dalla PMI italiana ComfTech®.
La tecnologia contenuta nel piccolo Bodee® Device è in grado
di rilevare respiro, posizione, livello di attività e rumore/suono in
prossimità del neonato. Un progetto focalizzato su due mercati: il monitoraggio
neonatale negli ospedali durante i primi giorni di vita; il monitoraggio dei
neonati a casa, che può essere facilmente gestito dai genitori.
Navighiamo sempre tra heritage e innovazione: l'heritage indubbiamente è presente nel nostro dna, l'innovazione nasce dalla ricerca e la ricerca necessita di formazione e sostegno... in ogni caso la curiosità negli sviluppi in corso e in
quelli futuri degli smart textile non può che aumentare!
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