ERESIA!
Eresia!
Eugenio Montale, ha scritto: “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe.. ….. non domandarci la formula che mondi possa aprirti…”.
Mi perdonino i puristi e tutti quelli – e sono davvero tanti – che al proposito ne sanno più di me. Non è il mio campo ma non potevo non considerare l'eretico nesso che ho trovato, occupandomi di parole di comunicazione e di marketing in ambito tessile, tra questa poesia di Montale e il marketing.
Frutto di una mente malata? Io dico di no e francamente mi sento sano come un pesce, che ama però i divertissement. E di questo si tratta.Ho letto libri e libriccini, ascoltato persone e scritto pensieri sul mondo tessile e sulle sue “parole”.
Penso che le parole contino, sempre, anche quando non vengano richieste. La condizione,
però, è che una parola detta venga non solo sentita ma anche ascoltata dal destinatario del messaggio.
Sintetizzo le considerazioni che ho fatto per giungerci.
Il marketing è un insieme di attività e di studi, effettuati dalle imprese, che serve ad analizzare il mercato, per orientare al meglio le politiche di produzione e di vendita.
Il marketing prevede delle strategie e degli strumenti, tra i quali la comunicazione e la pubblicità.
La comunicazione e la pubblicità utilizzano a loro volta tanti canali, nei quali le parole hanno un ruolo importante: dalle parole nascono i racconti, con l'obiettivo definire la nostra identità, la nostra personalità, di comunicare i valori della nostra azienda, del nostro brand o della nostra persona, insomma con l'obiettivo di distinguerci e di posizionarci nel mercato.Una parola quindi, se ascoltata, può definirci sotto molti aspetti e rivelare al nostro interlocutore non solo la nostra identità e modo di essere ma anche nuove prospettive. Del resto un'idea o una nuova prospettiva nascono da una scintilla che può tranquillamente essere una parola.
In questo senso, una parola ascoltata può aprire dei
mondi: ecco l’eretico legame tra Montale e il marketing!
Questo tipo di marketing, detto anche interruption marketing, è più generalista, rivolto a consumatori che non sono consapevoli di noi, non ci hanno scoperti o comunque non hanno ancora mostrato un interesse verso di noi. Mi chiedo se lo mostreranno o si gireranno dall'altra parte, ignorandoci....
L'interruption marketing deve essere inquadrato nel contesto pre-internet in cui è maturato. Prima di internet, infatti, l’approccio dell’impresa al mercato era incentrato prevalentemente su strategie di tipo push, nel senso che “dovevo” far arrivare il prodotto o il servizio al cliente e non viceversa. Anche qui, non a caso l'outbound marketing viene spesso rappresentato in modo figurato con un megafono.Il nostro viaggio a ritroso, quindi, parte dal consumatore consapevole, con nuove priorità di acquisto e risale gli anelli della catena, della nostra filiera:
consumatore consapevole, dati, informazioni e tecnologia digitale utilizzati per comunicargli informazioni credibili e coerenti in termini: sostenibilità ambientale e sociale, performance, servizio, personalizzazione, innovazione, ricerca, passione, heritage, immaginario cromatico, nobilitazione, valore e catena del valore, qualità e catena della qualità.
Coinvolgimento e condivisione sono fondamentali in questo percorso.Sono riaffiorate le “parole potenti” della filiera tessile-moda, quelle che sono state accantonate o dimenticate nel tempo ma che tornano alla ribalta in una sorta di "nastro di Moebius" , di un nastro cioè senza fine. Infatti, mai come nel tessile-moda si parla di corsi e ricorsi.
Ah, dimenticavo: la pena per il reato di eresia non è più quella prevista ai tempi dell'Inquisizione, vero?😅
#eresia #tessile #abbigliamento #marketing #inbound #outbound #mercato #strategia #pubblicità #circolarità

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