TESSUTO NON TESSUTO
Tessuto non tessuto: sembra una contrapposizione di termini, un ossimoro: vediamo quindi cosa il TNT non è.
Tessuti a navetta: hanno un ordito e una trama, derivano quindi dall’incrocio in tessitura di due filati. C’è quindi un titolo nel filato di trama e un titolo di filato di ordito e la chiusura del tessuto dipende dal numero di fili in ordito e dal numero di fili di trama.
Tessuti a maglia: possono essere a loro volta
a)
tessuti a maglia di trama: i più diffusi,
sono tessuti un rango alla volta, una volta tagliati si smagliano; se
successivamente tagliati e cuciti danno vita alla “maglieria tagliata”, se già
sagomati e pronti alla cucitura danno vita invece alla “maglieria calata”. Le
maglie disposte orizzontalmente vengono dette rango, le maglie disposte
verticalmente vengono dette file. In questo caso, per valutare la chiusura del tessuto a maglia si parla di numero di ranghi e colonne, oltre che di titolo del filato utilizzato.
b) tessuti a maglia di catena: sono indemagliabili, cioè non si smagliano se tagliati, in quanto vengono tessute simultaneamente tutte le colonne.
E’ la tecnologia warp-knitting, il cui utilizzo è in crescita nell’underwear esternabile, nel fashion, nell’athleisure, nello sportswear, nell’hosiery. I capi seamless non hanno cuciture in quanto non sono tagliati e cuciti, la loro taglia viene definita in tessitura, aggiustando il numero di aghi. Si parla infatti di seamless warp knitting. Talune aziende si sono specializzate in questo mercato, utilizzando in particolare filati performanti e tecnici: penso a WKS™ by Cifra.Esiste però una terza categoria di tessuti che non sono riconducibili ne a quelli a maglia ne a quelli a navetta: sono i tessuti non tessuti, comunemente nominati con l’acronimo TNT…non si tratta di tritolo!
Internazionalmente si parla di “nonwoven”,
letteralmente “non tessuti”.
Il nonwoven è una struttura tessile piana ottenuta da un
procedimento diverso sia dalla tessitura che dalla maglieria: in un non tessuto
le fibre non hanno una struttura ordinata e sono disposte in modo casuale, non esiste
un filo che segue un andamento di trama e ordito o di maglia.
Le fibre o i veli costituenti il tnt vengono unite tra loro con procedimenti termici (calandratura a caldo delle fibre estruse da polimero), chimici oppure meccanicamente, utilizzando degli aghi, in un processo quindi di agugliatura. Si utilizzano prevalentemente fibre sintetiche come il polipropilene, il poliestere o la poliammide, utilizzate grazie alle loro caratteristiche tecniche e al loro limitato costo, anche se in taluni utilizzi si utilizzano fibre artificiali come la viscosa o anche naturali come cotone e lana, naturalmente in funzione dell’output da ottenere.
Il non-tessuto viene molto spesso realizzato e venduto in bobine.
Lo si trova in tutto quanto è stato creato come succedaneo economico di un
tessuto.
Sono esempi di non tessuto la carta, le tovaglie e tovaglioli usa e getta, i panni per pulizie usa e getta, le mascherine chirurgiche, i capi monouso come camici, cuffie, copriscarpe, il feltro e il cotone idrofilo.
Si può dire che il tessuto non tessuto stia gradualmente sostituendo i tessuti tradizionali in alcuni settori specifici, poiché garantisce prestazioni assimilabili o anche migliori a costi più contenuti.
L’utilizzo del non-tessuto è trasversale, nei settori più disparati: infatti a un non tessuto possono essere conferite, per processo produttivo o per finissaggio, caratteristiche particolari quali idrorepellenza, morbidezza, flessibilità, ridotta abrasività, leggerezza, assorbenza, resistenza alla trazione e alle temperature, scarsa combustibilità, resistenza al fuoco, elettrostaticità, che lo rendono adatto alle applicazioni più disparate.Ritroviamo infatti il nonwoven nell’abbigliamento (spalline, divise professionali, indumenti sportivi), nelle calzature e pelletteria (interni, veline, sacchetti), nel packaging (shopper, confezioni, copriabiti, imballi), nel medicale (in particolare nella sua versione anallergica per camici, guanti e altri accessori sterili, pannolini, cerotti e fasciature).
Ma lo troviamo anche nell’agricoltura e nel giardinaggio (protezione di piante e colture, antigelo), nell’antinfortunistica (mascherine chirurgiche o antipolvere), nell’edilizia (coperture e prodotti geotessili, panni anticondensa e antirumore forniti in rotoli o già abbinati a altri prodotti), nell’arredamento (spesso come parte di un prodotto, imbottiture, tende da esterni), nell’estetica (cuffie, teli, salviettine), nell’industria (filtri industriali e imballaggi), negli allestimenti, negli eventi, nella pubblicità e negli oggetti di uso quotidiano.
L’ampia diffusione in Italia del TNT si può far risalire agli anni ’90, mentre le principali tecnologie di produzione si sono sviluppate nei decenni precedenti. Un primo utilizzo nel nostro campo del nonwoven fu la produzione del feltro, già negli anni ’30 del novecento.
Un tessuto non tessuto in fibra sintetica non è attaccabile
da muffe i microrganismi, è imputrescibile e resiste agli agenti chimici
utilizzati in vari settori e presenti talvolta nel terreno.
Se realizzato in altre fibre, un tnt può essere anche certificato, biodegradabile e compostabile.
Può essere anche stampato e personalizzato, essenziale per molti
utilizzi in settori legati al fashion, ai marchi e alla pubblicità.
I tessuti non tessuti possono essere progettati sia per la
lunga durata che per il monouso e possono essere utilizzati anche in
combinazione con altri materiali o accoppiati ad essi. Hanno comunque un ottimo
rapporto tra costo e durata.
Soluzioni innovative, efficienti e opportunità di business sono legate alla diffusione del TNT, grazie alla sua versatilità: una vendita è una risposta a un bisogno del mercato e le risposte che il nonwoven fornisce al mercato sono numerose.
In definitiva, non è del tutto corretto riferirsi al nonwoven come a una tipologia di “tessuto” ma piuttosto è meglio definirlo un succedaneo, un sostituto economico del tessuto naturale, artificiale o sintetico, destinato a moltissimi utilizzi in cui l’economicità del prodotto è fondamentale in presenza di caratteristiche assimilabili se non migliori rispetto al tessuto “vero”.
Un prodotto che fornisce molte risposte al mercato.🔑✅
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