TITOLO
Dopo aver parlato di filati non si può non parlare di titolo degli stessi: cioè quanto è fine un filo? Come possiamo misurarne la sezione per definirne la finezza e il pregio?
Non essendo possibile misurare direttamente e con precisione la sezione di un singolo filato, il suo spessore, si procede con la titolazione dello stesso.
Rispondiamo così a una domanda che sicuramente ci siamo posti quando ci siamo trovati a scegliere un indumento, un tessuto, un cucirino o un paio di calze…Per dire soltanto che le implicazioni pratiche ci sono, eccome.
La finezza del filato non influisce solo sullo spessore e sul peso dei tessuti, ma anche sulle proprietà fisiche e meccaniche dei tessuti, come resistenza, elasticità, resistenza all'abrasione. Inoltre, l'uniformità della finezza del filato influisce anche sullo stile, sull’aspetto e sulla resa e sulla mano.
In breve, la finezza del filato, il suo titolo, è
fondamentale per i professionisti del settore tessile.
Il titolo o titolazione esprime è la relazione tra la lunghezza e il peso del filato, elementi facilmente ed esattamente misurabili e controllabili. In altri termini, il titolo è quindi un numero che indica la finezza del filato ed è proporzionale alla sua sezione.
Titolazione diretta: è il rapporto tra peso e
lunghezza.
Più basso il rapporto, più sottile il filato.
La titolazione diretta è utilizzata per fibre continue e
fibre chimiche. Unità di misura è il Tex: 1 gr. per ogni km. di filo.
Sottomultiplo del tex è il Decitex (dtex): 1 gr. per ogni 10 km. di
filo. La titolazione Tex si sta, sia pur con difficoltà, allargando a tutti i
filati.
Da qualche anno si parla di microfibre, quando le
titolazioni sono inferiori a 0,45 dtex e di super- microfibre, quando il titolo
è inferiore a 0,1 dtex: la tecnologia ha portato a raggiungere spessori del
filato nell’ordine dei micrometri (micron - milionesimi di metro).
Nella titolazione diretta della seta e dei filati
artificiali o sintetici si utilizza tradizionalmente anche il Denaro (den),
pari a 1 gr. per ogni 9 km. di filo. Poiché al numeratore abbiamo il peso, anche
nel caso del den, più basso è il titolo diretto, quindi più bassi i tex o dtex
o den, più sottile è il filato. Quindi un filato 40 dtex è più sottile di un
filato 70 dtex, un filato 40 den è più sottile di un filato 70 den.
Titolazione indiretta o numero: è il rapporto tra
lunghezza e peso.
Più alto il rapporto, più sottile il filato.
Il numero metrico (Nm) si utilizza per i filati di
lana, fantasia e fibre chimiche. Indica le matasse da 1000 mt. di filo in un kg
o in altri termini i metri di filato necessari a formare 1000 gr. Quindi, ad
esempio, un filato Nm 12.000 è più grosso di un filato Nm 28.000. Convenzionalmente,
nel laniero, l’indicazione del Numero metrico Nm viene effettuata con 1/Nm o 2/Nm
a seconda se si tratti di un filato a capo unico o ritorto a 2 capi. Quindi,
tornando al nostro esempio e ipotizzando che si tratti di filato a capo unico,
l’indicazione del titolo sarà rispettivamente 1/12.000 e 1/28.000. Resta
tuttavia il fatto che il primo filato è più grosso del secondo.
Il numero inglese (Ne) si utilizza per i filati di cotone (per la precisione dovrebbe essere indicato Nec). Indica il numero di matasse da 840 yd. in una lb.
Altri numeri si utilizzano per altre fibre o in alcune zone,
ma sono secondari.
Poiché anche in questo caso al numeratore abbiamo la
lunghezza, a fronte di un peso fisso, quanto più alto è il titolo indiretto, cioè
il numero Ne, tanto più sottile sarà il filato. Quindi un filato Ne 70 è più
sottile di un filato Ne 30.
Titolo equivalente: due filati di diverso titolo ma che a parità di lunghezza hanno lo stesso peso si dicono di titolo equivalente. Nella pratica ciò è utile nei casi di sostituzione di un filato in un tessuto senza volerne modificare il peso o nei casi di filati accoppiati.
Come abbiamo visto, il titolo di un filo, lana esclusa, viene normalmente indicato in dtex, den o Ne. Accanto ad esso può essere indicato anche il numero di bave componenti il filo (nel caso dei filati multibava – negli ultimi anni sono spesso utilizzati filati multibava continui con bave artificialmente ondulate, cioè testurizzati o interallacciati), il numero dei giri di torsione (quindi fili normali, organzini e crespi al salire del numero di giri) e se lucido (glossy) o opaco (matt).Esempio: dtex 300/150/200 indica un filo di titolo dtex 300,
composto da 150 bave o fibre di 2,0 dtex, con 200 giri di torsione per metro.
Per i filati ritorti, poi, viene indicato il numero di capi: x2, x 3, ecc…Esempio: den 120/48x2.
Nei filati cotonieri Il numero inglese Ne indica il titolo,
al quale segue l’indicazione del numero di capi. Quindi un filato Ne 80/1 è un
filato di titolo Ne 80 ad un capo, un filato Ne 80/2 è un filato di titolo Ne 80
a due capi, cioè ritorto, che risulta essere equivalente (di titolo, non di
pregio, si capisce) ad un filato Ne 40/1.
Confusione? Forse.
Tutti questi sistemi di titolazione e numerazione creano spesso qualche confusione, per cui da diverso tempo si sta cercando di introdurre un sistema unificato di titolazione, il cui impiego dovrebbe essere esteso a tutti settori. Si tratta del sistema di titolazione tex che abbiamo visto sopra: in origine prevedeva una introduzione per fasi successive.
Nella pratica comune il den è stato sostituito quasi
completamente dal dtex ma, purtroppo, vengono ancora utilizzati tutti i
sistemi tradizionali di numerazione, generando talvolta confusione.
Di conseguenza, in qualche caso è necessario confrontare il
titolo di due filati classificati con i sistemi di titolazione diversi: vengono
utilizzati convertitori, tabelle di conversione o regoli speciali che
permettono di passare da un sistema di titolazione o numerazione all’altro in
modo pratico, senza dover eseguire i calcoli.
Qualche esempio di queste formule di conversione:
Nm = Ne x 1,69;
Ne = Nm x 0,59;
Den = 5315/Ne;
Ne = 5315/den;
Nm = 9.000/den;
Den = 9.000/Nm;
Dtex=10.000/Nm.
Credo che sia molto più pratica una tabella di conversione come quella che segue.
Teniamo presente che Td = den
Buona fortuna!😅










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