NOBILITAZIONE


Partendo dal dizionario della lingua italiana, sintetizzando possiamo così definire la nobilitazione:

  • Conferimento o acquisizione di nobiltà o di grande pregio.
  • Serie di interventi tecnologici, intesi a migliorare la qualità e il valore di un prodotto.
  • Nell’industria tessile, il complesso dei trattamenti che incrementano qualità e valore del tessuto, per ottenere una maggiore idoneità alle successive lavorazioni o migliorarne l’attitudine alla confezione, determinando le caratteristiche d’uso e di manutenzione.


Il processo di nobilitazione dipende dalla fibra trattata ed è quindi strettamente legato anche ai distretti tessili e alle relative specializzazioni.

Nella nobilitazione entrano in gioco finalità non solo estetiche ma anche funzionali, legate alle performance attese: si può parlare di look, comfort, protezione, sicurezza e salute.


La nobilitazione è costituita da un insieme di trattamenti quali ad esempio sbozzima, candeggio, bruciapelo, tintura o stampa, lavaggio, vaporizzo, termofissaggio, egualizzo, mercerizzazione, operazioni di carattere meccanico o chimico quali calandratura, lucidatura, goffratura, smerigliatura, garzatura, cimatura, follatura, trattamento ignifugo, antistatico o antimacchia, laminazione, coating, impregnazione, trattamenti al plasma (gas conduttore di elettricità) che stanno aprendo nuovissime frontiere in numerose fasi della nobilitazione, nanotecnologie applicate al tessile cioè membrane e strutture superficiali del supporto ... 




Quindi un ampio spettro di trattamenti cui si sottopone il semilavorato, sia esso fiocco, filo, tessuto ortogonale o a maglia, per migliorarne le proprietà quali la tingibilità, la stampabilità, il colore, la mano, l’aspetto, determinandone le caratteristiche, le attitudini, le performance, le funzionalità.


Nel processo di nobilitazione rivestono grande importanza anche gli ausiliari tessili utilizzati: imbibenti, detergenti, emulsionanti, ugualizzanti, ammorbidenti, tensioattivi, azzurranti, candeggianti ottici.

Nella nobilitazione rientra il “finissaggio”: sono le lavorazioni che si applicano, in genere ai tessuti, allo scopo di migliorarne l'aspetto, la mano, le proprietà, anche in funzione del campo di impiego.


Evidente il legame e l’affinità tra nobilitazione e finissaggio: ricoprono un ruolo di grande importanza per il successo commerciale del tessuto finito, vincolato alle richieste di un mercato sempre più esigente e volubile, con tempi di risposta attesa molto brevi e limiti di prezzo significativi.

Flessibilità e versatilità del macchinario, conformità e uniformità dei risultati, sostenibilità dei prodotti e del processo, controllo del processo produttivo e relativi costi, competenza, abilità e sensibilità delle persone, capacità di interpretare le informazioni e le richieste del mercato: tutti concetti e problematiche presenti nella fase di nobilitazione.

Fase delicata, certo, la nobilitazione fa però la differenza.

Il tessuto deve essere adatto al tipo di utilizzo, sicuro meccanicamente e chimicamente, sempre più gradevole per aspetto, mano, colore.



Al tessuto possono poi essere conferite alcune caratteristiche differenzianti in più: pensiamo alle cosmeto-fibre cioè alle fibre e trattamenti con effetto cosmetico, all’health-care cioè ai trattamenti antibatterici e antivirali, anti-uv, anti-magnetici, anti-acaro, anti-zanzara, ai trattamenti protettivi cioè anti-fuoco, anti-acqua, anti-abrasione, agli effetti estetici, cioè massaggianti, rilassanti, all’easy-care cioè no-iron, wash&wear, resistenza alle macchie, alla sostenibilità tecnica e ambientale del tessuto a partire dalla sua dalla sua progettazione, al processo produttivo e al fine vita dello stesso.


E’ evidente che soprattutto in alcune fasi del processo la nobilitazione, con tutte le sue problematiche e opportunità, entra pesantemente in gioco e appunto, fa la differenza.

Il tutto deve avvenire all’interno dei vincoli di prezzo, di reattività, di sostenibilità, di flessibilità impianti e di vincoli normativi fortunatamente sempre più stringenti.

Il mercato è estremamente competitivo: la competizione avviene sia in termini di price-competition sia in termini di non-price competition.

La nobilitazione crea valore, pregio, conformità, durata ed è determinante nella catena del valore tessile in quanto genera motivazione alla vendita e all’acquisto, originalità, performance.

Il tutto si traduce in sell in e sell out nelle fasi più a valle della catena.

Perché il nostro tessuto, alla fine, deve essere venduto.

Collegandomi ai concetti espressi qui sopra, mi viene da pensare all’importanza del controllo della filiera, talvolta molto frazionata, alla lunghezza della supply chain, talvolta fuori controllo, alla necessità di una collaborazione stretta e costruttiva tra i vari anelli sempre più interconnessi della catena tessile-abbigliamento, quindi ad un rapporto che supera quello di semplice fornitura.

Vedo delle chiavi di lettura del tessile presente e futuro, eh sì futuro!😃

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