FOMO
Per parlare di Fomo partiamo un po' più da lontano.....poi ci arriveremo.
La creazione della necessità di acquisto è una tattica che da molto tempo viene utilizzata dal marketing nei confronti dei consumatori: la paura appunto di restare sprovvisti dell’oggetto il cui desiderio è stato a nostra insaputa creato.
Il marketing, nel mercato fisico che nel mercato e-commerce, è un’attività fondamentale sia in fase pre che in fase post vendita
Nel marketing, il consumatore, anche e soprattutto di abbigliamento è infatti un target, un obiettivo e si definiscono piani per “convincerlo” definendo obiettivi, contenuti, tecniche e piattaforme per raggiungere l’audience più corretta e creare una customer experience di livello, generatrice di valore aggiunto.
Ciò è valido a maggior ragione nell’ e-commerce, cresciuto esponenzialmente nel periodo pandemico, nel quale per accrescere i tassi di conversione (cioè la percentuale di visitatori che hanno effettuato una specifica azione-obiettivo) si selezionano anche i formati di contenuto più adatti: testo, audio, immagini, video, interattivo.
Le fasi di una vendita on-line, o in altri termini il
percorso del cliente, si possono così sintetizzare in:
-
Awareness – il verbo corrispondente è SEE:
raggiungere il maggior numero di persone
-
Evaluation – il verbo corrispondente è THINK:
raggiungere persone con debole propensione all’acquisto
-
Purchase – il verbo corrispondente è DO:
raggiungere potenziali clienti con forte propensione all’acquisto
-
Loyalty – il verbo corrispondente è CARE: i
clienti già raggiunti tornano, generando nuove transazioni
Il digital marketing funnel è il modello che esprime il viaggio ipotetico di un contatto che da estraneo diventa cliente: tutta una serie di fasi che dal pre-sale arrivano al post-sale.
Partendo dalla consapevolezza di un prodotto o brand si può arrivare sino ad essere ambasciatori di quel prodotto o brand. A maggior ragione nel caso di acquisti periodici di beni non durevoli come nel caso dell’abbigliamento.
Ecco perché nell’e-commerce, nella sua creazione e gestione, sono necessarie competenze e figure professionali cui l’imprenditore può appoggiarsi: l’improvvisazione non genera frutti e la sua epoca è finita.
L’acquirente diventa, talvolta inconsapevolmente, parte di un ingranaggio movimentato da altri. L’immagine è accattivante.
Aggiungo però
che è l’acquirente, con la sua consapevolezza e la sua scelta, a decidere quali
prodotti devono essere proposti sul mercato. Perché un produttore produce per
vendere. Questa è la sfida.
Nell’e-commerce stanno sempre più scalando la classifica i social network e la tecnologia ad essi connessa: non tanto per generare vendite dirette ma per creare la conoscenza dei prodotti e dei marchi, soprattutto attraverso immagini, in modo estremamente veloce, sintetico e interattivo (questa è la natura dei social stessi), prodotti e marchi che potranno poi in altro modo essere acquistati.
E qui si potrebbe parlare del c.d. ROPO (Research
Online Purchase Offline) o viceversa dello Showrooming (Research off-line purchase on-line). Ma non è questa la sede per addentrarci in questi interessantissimi argomenti.
Torniamo allora (che belle, però, le divagazioni ….) ai nostri social network e alla nostra FOMO.
I social network e la tecnologia ad essi connessa sono
attraenti e utili ma generano o accentuano fobie e ansie.
La FOMO (acronimo dall’inglese di Fear of missing out) è forse tra le ansie più comuni: si tratta della paura di perdere qualcosa di importante che sta accadendo nel mondo.
Una sorta di invidia per la vita degli altri che porta a smettere di apprezzare la nostra, con il rischio concreto di finire in un pericoloso vortice.
Si tratta di una leva sapientemente utilizzata dal marketing. Ci è sicuramente capitato di provare una sensazione di disagio, se non addirittura invidia e dispiacere, nel verificare che qualcuno sta vivendo una vita (almeno apparentemente) migliore della nostra o che partecipa a un evento esclusivo a cui non siamo stati invitati. Abbiamo così sperimentato la Fomo.
Superare questo disagio non è semplice, ma è possibile e necessario.
La FOMO è sempre esistita e riuscire a liberarcene vuol dire tornare ad assaporare le nostre esperienze personali, senza curarci in modo ossessivo di quello stanno facendo gli altri.
Ok, è difficile: la vita perfetta descritta dai social e non solo, infatti, pervade costantemente le nostre giornate e ci spinge a paragonarci e a desiderare quello che viene rappresentato sullo schermo anche addirittura dal punto di vista estetico.
Alcune accortezze possono però farci aggirare la Fomo e farci sentire pienamente padroni della nostra esistenza.
In effetti, oltre a
farci provare “invidia” per quello che fanno gli altri, questo disturbo ci
porta a limitare pesantemente quello che potremmo fare noi, finendo per
trasportarci in una continua ricerca di una soddisfazione più grande, senza poi
dare effettivamente seguito o ciò ci impedisce di assaporare concretamente le
nostre esperienze personali.
Ecco le accortezze cui accennavo:
Coltivare la nostra JOMO (altro neologismo che significa Joy of missing out) per poter gioire della mancanza di qualcosa che è artefatto e non necessario.
Prendiamo coscienza che ciò che fuori sta accadendo spesso non
dipende da noi, dal nostro pensiero e dal nostro comportamento: questo ci aiuta
a distaccarci da talune proposte (anche commerciali) e ad apprezzare quello che
abbiamo, utilizzando i social con il giusto distacco.
Imparare a dire di no. Dire di no è una delle tappe fondamentali per lasciarsi alle spalle le ansie della FOMO. Grazie ai no, riacquisiamo coscienza critica e torniamo a essere padroni della nostra vista, imparando a distinguere tra ciò che è veramente importante e ciò che semplicemente desideriamo.
Rallentare. Prendiamo l’abitudine di rallentare e seguire i
nostri ritmi. Smettere di correre e rincorrere ogni cosa o impegno è importante
per riappropriarci del nostro tempo e godere di ogni singolo gesto e dei
rapporti con noi stessi e con gli altri.
Godersi il viaggio. Proviamo a non guardare gli altri e concentriamoci su quello che stiamo facendo per quello che realmente è e rappresenta per noi. Ci saranno sempre eventi e opportunità fuori dal nostro “giro”, ma nulla deve diventare più importante di ciò che stiamo vivendo. Inseguiremo il piacere senza farlo diventare un’ossessione, assaporando ogni istante e dedicandogli il giusto tempo, abbandonando il deleterio pensiero di dover sempre rincorrere qualcuno o qualcosa.
Avanzare un passo alla volta. La FOMO porta spesso a prendere mille impegni o, al contrario, a restare nell’immobilismo più totale per timore di non poter partecipare a un qualcosa di straordinario che, puntualmente, non avverrà mai. Due conseguenze che ci portano, in ogni caso, a sbagliare. Restare fermi ci isola e ci impedisce il piacere di apprezzare il nostro viaggio quotidiano. La cosa migliore è comprendere l’importanza di compiere un passo alla volta. Essere multitasking può portare a perdere qualità in ciò che facciamo.
Apprezzare gli affetti. La FOMO porta spesso a isolarsi.
Tornare a dare priorità alle relazioni ci aiuterà a non rimanere soli e a
costruire rapporti solidi e di qualità. Investire tempo ed energie in questo è
una delle scelte migliori che possiamo fare per veder migliorare il nostro
benessere.
Lavorare sulla consapevolezza. Essere consapevoli significa tornare a essere pienamente presenti e coscienti delle nostre esistenze eliminando i giudizi e le critiche a ogni passo che compiamo, o che compiono gli altri. La consapevolezza è una caratteristica del consumatore “di ultima generazione”. Insomma, torniamo a camminare con le nostre gambe: non lasciamo che social, influencer o altre imposizioni influenzino le nostre vite. Abbandoniamo gli schermi che ci vengono imposti e iniziamo a decidere autonomamente. La diversità, è un pregio e un bene, va coltivata e ci rende unici.
Usiamo i social con parsimonia e proviamo durante la nostra giornata a dimenticarci del cellulare per qualche ora: la tecnologia, sì proprio quella di cui stiamo parlando e che è inserita nei nostri smartphone, può venire in nostro soccorso, contrastando la dipendenza dal web per non farci sopraffare dalla Fomo.
Non confondiamo l’utilità indiscutibile della tecnologia con la realtà.
Lo dico utilizzando un social come strumento: emblematico....😁😁
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