COMUNICAZIONE

 

Tra le parole importanti nel tessile, o meglio tra i concetti importanti, c'è la comunicazione.



Ma cos’è la comunicazione e perché ci serve?

In senso proprio, è il rendere partecipe qualcuno di un contenuto, di uno stato d’animo, in un rapporto spesso privilegiato e interattivo, è una comunicazione d’idee, di pensieri.

Nell’uso corrente si intende l’atto e il fatto di partecipare, cioè di far conoscere, di rendere noto, ma anche il contenuto stesso di ciò che si partecipa: comunicazione di una novità, di una notizia.

In senso più generale, per comunicazione si intende ogni processo consistente nello scambio di messaggi, attraverso un canale e secondo un codice, tra un sistema (animale, uomo, macchina, ecc.) e un altro.

Sinonimi di comunicazione, nelle varie accezioni, sono: diffusione, divulgazione, propagazione, trasmissione, connessione, collegamento, contatto, rapporto. Tutti termini quotidiani.

La funzione è quella di individuare un interesse, far riconoscere un valore, correggere un’opinione, condizionare. Quotidianità.

La comunicazione non è esclusivamente verbale:

-    verbale: cosa diciamo, quindi linguaggio, parole e frasi

-    para-verbale: come lo diciamo, quindi volume, tono, ritmo, cadenza, energia, pause, silenzi

-    non verbale: look, mimica, gestualità, postura, prossemica, linguaggio del corpo.

E’ dimostrato che la comunicazione di gran lunga più efficace è quella non verbale: le nostre parole devono essere precedute e accompagnate dagli altri tipi di comunicazione, sia para-verbale che non verbale. In altre parole, non è possibile non comunicare e certamente la comunicazione verbale ha un'efficacia minoritaria.


Utilizzare efficacemente lo strumento comunicazione
significa non solo parlare ma anche ascoltare attivamente: l’ascolto attivo ci consente di conoscere, di comprendere l’ambiente e le persone, di avere un feed-back e di rapportarci e negoziare in modo efficace.


Nel comunicare è necessario tener presente anche la curva dell’attenzione: il grado di attenzione decresce rapidamente dopo il ventesimo minuto. Ecco perché è necessario preparare non solo l’incontro ma anche la comunicazione: empatia e proattività non devono emergere troppo tardi.

E noi commerciali conosciamo bene questo problema.

Inoltre, la comunicazione è influenzata dai mezzi utilizzati per comunicare e dall’ambiente circostante.

Deve poi essere adattata al target di riferimento: non è invariabile e “buona per tutti”, particolarmente in ambito professionale.

La comunicazione è spesso associata alla notizia, alle news e al relativo bombardamento: si parla di “eccesso di informazione” e di “fake”. Quindi il termine comunicazione assume una connotazione negativa.

Nel caso specifico della catena tessile-fashion, la comunicazione è associata spesso alla “pubblicità” e viene frequentemente utilizzata per pratiche di “greenwashing”.


Anche in questo caso alla comunicazione si accompagna, usando un eufemismo, la diffidenza e di conseguenza la comunicazione assume una connotazione non solo positiva.



Vorrei ora spezzare una lancia a favore della comunicazione, quella “buona”, anello fondamentale di tutto il sistema tessile abbigliamento.

L’informazione, cioè la trasmissione delle informazioni e la loro interpretazione sono le fondamenta su cui costruire la consapevolezza del consumatore e la cultura della sostenibilità.

E’ infatti l’acquisto o comunque l’utilizzo consapevole che induce al nuovo modello di produzione, alla nuova filiera e ai nuovi materiali.


Informazioni coerenti, credibili e verificabili, in termini di:      

sostenibilità ambientale e sociale, impatto del prodotto e del ciclo produttivo

-    innovazione e ricerca

-    heritage

-    performance

-    personalizzazione

-    nobilitazione e trattamenti

-    valore e catena del valore

-    qualità e catena della qualità.

Coinvolgimento e condivisione delle informazioni sono fondamentali nella valutazione del ciclo di vita e della supply chain e la comunicazione è lo strumento per differenziazione e valorizzazione della nostra offerta.

Una comunicazione efficace indica cosa fare, come farlo e soprattutto perché.

E’ sul perché che spesso si riscontrano le lacune più grosse: spiegare il perché non è la cosa più facile. Qualcuno ha detto che le persone non acquistano ciò che fai ma acquistano il perché lo fai. Sono d'accordo.

Comunicazione della qualità e coinvolgimento delle persone nel progetto qualità dell’azienda

Comunicazione del valore e partecipazione degli attori alla catena del valore

Comunicazione del contenuto del nostro tessuto o del nostro capo: la sua storia, il suo percorso, la sua nobilitazione, le sue performance, il suo contenuto tecnologico, la sua destinazione d’uso. Le famose domande: Cosa? Come? Chi? Dove? 

Comunicazione dell’heritage e di come ad esso ci siamo ispirati

Comunicazione dell’impatto e della sostenibilità ambientale e sociale, della certificazione di prodotto e processo

Comunicazione informata dai big data, applicazione di intelligenza artificiale e tessile 4.0. Si può affermare che tutte le parole nuove del tessile fanno capo all’informazione, basti pensare, ad esempio, alla tracciabilità.

Il problema è semmai quello di sintetizzare e analizzare l’enorme quantità dei dati disponibili.

Comunicazione nella gestione del team: necessità di trasferire informazioni e ridurre la resistenza al cambiamento, generando accettazione ed entusiasmo.

Ognuno di noi è portatore di esperienza, capacità, emozioni, comportamenti, reazioni, aspettative, motivazioni: l’ascolto attivo e domande potenti ci possono aiutare molto nella comunicazione e gestione del team.

Nella 4^ rivoluzione industriale in corso, originata dalla domanda, in qualsiasi punto della catena l’informazione ha un ruolo primario: un’informazione che non passa rischia di vanificare gli sforzi fatti e gli investimenti sostenuti.


Quindi, prima di procedere, fermiamoci un attimo e valutiamo la comunicazione: domandiamoci sempre se abbiamo ricevuto e fornito tutte le informazioni necessarie!😁


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