ARMOCROMIA
Ho avuto recentemente seguito un appassionante seminario sull’analisi del colore, seminario tenuto da Antonella Pacorig di Soochic®: grazie per avermi trasmesso la curiosità colorata!
Qui intendo solo accennare al concetto, legato
indissolubilmente al nostro mondo tessile-abbigliamento, senza pretese di
completezza....spero di accendere a mia volta la curiosità in qualche lettore!
L’analisi del colore, o meglio dell’armonia dei colori, è detta armocromia.
L’armonia dei colori può essere valutata nella persona (abbigliamento, accessori, make-up), nell’arredamento, nel design, in un ambiente esterno o anche in un mazzo di fiori ….
L’armonia dei colori balza all’occhio anche se non ne conosciamo l’esistenza. E’ presente nel quotidiano di chiunque di noi, anche non professionalmente parlando. L’obiettivo di questa disciplina è orientare la scelta delle nuance e degli abbinamenti cromatici in base alle caratteristiche fisiche individuali. L’armocromia non ha sesso e non ha età.
Nell’abbigliamento, l’armocromia permette di individuare una “palette”, un mix di colori che valorizza la singola persona, permettendole di raggiungerci prima del colore che indossa: i colori che indossiamo sono in grado di amplificarci o sminuirci.
Ci sono colori “amici”
cioè in armonia con i nostri colori naturali, ma ci sono anche altri colori
meno “amichevoli” che potremmo comunque amare moltissimo, o un colore
“passepartout” come il nero che potrebbe invece non essere il passepartout che
immaginiamo: il nero è un colore freddo e intenso, quindi adatto alle persone
che hanno le stesse caratteristiche. Ma anche altre persone possono
efficacemente utilizzarlo, con l’accortezza di non accostarlo direttamente al
viso.
Il primo ad occuparsi di armonia dei colori fu J. Itten, che suddivise i colori in diversi gruppi sulla base delle tonalità delle stagioni, mettendo le stagioni in relazione con colore di pelle, occhi e capelli del protagonista di un ritratto.
Seguirono nuovi spunti: ai colori venne affidato un valore fondamentale dalle costumiste dell’industria del cinema di Hollywood. Il cinema, senza i costumi e i loro colori, non sarebbe lo stesso.
Il colore informa, seduce, narra, gerarchizza, organizza, valorizza, distingue, oppone, mostra, nasconde, si ammira, evoca,…. Insomma ci influenza emotivamente e psicologicamente.
Uno per tutti: gli abiti di Rossella O’Hara in “Via col Vento”.
Nel ’79 Bernice Kentner introdusse la regola fondamentale per cui è in primo luogo la pelle a definire la stagione di appartenenza.
Ma
l’analisi del colore stagionale divenne nota al grande pubblico con Carole
Jackson e il suo manuale “Color Me Beautiful”, pubblicato a metà anni ’80:
l’assunto è che ciascuna stagione sia caratterizzata da una luce e colori specifici.
I toni e le sfumature del paesaggio erano ritenuti molto vicini a quelli
naturali delle donne. Si individuarono così 4 palette, ognuna ispirata da una specifica
stagione.
Negli ultimi trent’anni l’armocromia si è ulteriormente evoluta
e a partire dalla base delle 4 stagioni sono stati definiti dei sottogruppi,
con la c.d. Flow Theory, per consentire un’analisi più rispondente alle nostre
peculiarità. Tali sottogruppi sono definiti da aggettivi inglesi: light, deep,
soft, warm, cool, soft, bright, indicanti caratteristiche collegate alla
stagione e che rendono non così netta la nostra appartenenza ad una di esse.
Siamo al presente: Rossella Migliaccio, fondatrice dell’Italian
Image Institute, ha scritto il libro “Armocromia. Il metodo dei colori amici
che rivoluziona la vita e non solo l'immagine” ed. Vallardi, 2019. In esso
vengono forniti gli elementi per capire quali sono i colori “amici” per noi, per
conoscere il linguaggio segreto dei colori, linguaggio che, come afferma il
titolo, può cambiarci l’immagine e la vita. L’ho trovato molto interessante.
Tornando a noi, la domanda a cui dobbiamo rispondere in termini di armocromia e scelte cromatiche è: “che stagione sono?” o meglio "a che stagione appartengo?"
Per supportarci in questa ricerca esistono sul mercato
strumenti che sono i “kit” per l’analisi del colore: si tratta di cornici in
formato A4 e di ottima resa cromatica, per la verifica del contrasto, del
sottotono, del valore e dell’intensità. Hanno un foro centrale in cui inserire
il viso, consentendo così la verifica dell’armonia con i colori che lo
circondano, cioè la valutazione degli elementi base per stabilire la nostra
stagione di appartenenza.
A grandi linee possiamo affermare che ci sono persone “estate”, persone “inverno”, persone “primavera” e persone “autunno”.
Il riferimento per l’armonia sono i propri colori naturali di pelle, occhi e capelli. In particolare la pelle, dominante.
Una volta
identificate le nostre caratteristiche cromatiche, per ripetizione viene
definita la stagione di riferimento e la relativa palette di colori.
La stagione invernale e la stagione estiva rappresentano le
stagioni “fredde”, la primavera e l’autunno rappresentano le stagioni “calde”.
Semplificando, ad ognuna delle stagioni è associata una palette di colori, con essa armonica:
colori freddi: colori lunari, che hanno
all’interno una certa dose di blu, per le persone estate e inverno. Per esempio
i verdi, contrariamente a quanto normalmente si crede, non sono tutti freddi. I
colori freddi fanno apparire le forme più piccole e lontane, sembrano
“retrocedere” rispetto a noi.
- colori caldi: colori solari, che hanno
all’interno una certa dose di giallo, per le persone primavera e autunno. Per
esempio i rossi, contrariamente alle abituali credenze, non sono tutti caldi. I
colori caldi fanno apparire le forme più grandi e vicine, sembrano "avanzare" verso di noi.
Ogni colore ha innumerevoli sfumature, che lo possono rendere caldo o freddo, quindi non è detto che si debba rinunciare ad un colore che apprezziamo: dobbiamo però selezionare la sfumatura calda o fredda che ci si addice!
In altri termini, non dobbiamo chiederci solo “cosa ci piace”, ma “con
cosa ci piacciamo”: non conta il colore che ci piace di più ma quello che ci
valorizza di più. Infatti un colore non è bello o brutto ma ha solo un
diverso effetto sulla persona che lo indossa: può esserle più o meno "amico".
Gli elementi da valutare nel colore per stabilire la propria
stagione di appartenenza sono:
-
valore cromatico: chiaro o scuro. Si
riferisce alla luminosità del colore, cioè alla quantità di bianco e nero
presente nel colore.
-
intensità o saturazione: alta o bassa. Colori
forti, decisi, saturi, vivaci, intensi per inverno e primavera, contrapposti a
quelli tenui, spenti, opachi, meno intensi di estate e autunno
-
sottotono o temperatura: caldo o freddo, sottotono caldo per primavera e autunno, sottotono freddo per estate e inverno. Il sottotono può essere definito utilizzando il c.d. “dripping”,
cioè accostando al viso drappi in colori caldi o freddi o ancor più comodamente
accostando al viso drappi con il colore dei due metalli preziosi per
eccellenza: oro (colore caldo) e argento (colore freddo)
-
contrasto: elevato o ridotto. Riguarda pelle,
capelli e occhi. Contrasti intensi o “ton sur ton” corrispondenti al contrasto più
o meno evidente tra capelli, occhi e pelle.
Stiamo parlando di un tema che necessita di approfondimenti: la teoria del colore è piuttosto complessa. Non è questa la sede e non ne ho le competenze.
A livello “introduttivo” ci è sufficiente sapere che
esistono persone caratterizzate da diversi colori naturali, persone appartenenti
cioè a diversi gruppi, per ognuno dei quali ci sono colori consigliati, colori da
evitare, consigli sul make-up e sugli accessori.
Altro argomento, sebbene connesso, è quello sulla
“psicologia del colore”, cioè cosa simboleggia un colore e la sua influenza sul
nostro comportamento: ne parleremo però in un'altro post.
Dicevamo che ognuno ha quindi una propria palette di colori. La cosa
interessante è che tutti i colori della nostra palette si adattano a noi,
sono “amici” e sono tra loro abbinabili.
STAGIONE INVERNO, dal sottotono freddo, valore cromatico scuro e intensità alta
-
pelle: olivastra, rosata, porcellana o tendente
al grigio
-
capelli: castano scuro, cenere o nero
-
occhi: grigi, azzurri chiari, in contrasto con
la capigliatura scura, oppure castano scuri, quasi neri
-
colori indicati. Tinte scure fredde: verde
smeraldo, rosso ciliegia, blu, viola; tinte molto chiare e fredde: grigio
tenue, ghiaccio, rosa pallido, celeste pallido...
STAGIONE AUTUNNO, dal sottotono caldo, valore cromatico scuro e intensità bassa, normalmente persone con contrasto poco marcato tra pelle e capigliatura.
-
pelle: sottotono caldo e viso luminoso
-
capelli: castani o rossi, con riflessi ramati o
dorati, caratterizzati da colori caldi
-
occhi: nocciola, marrone, verde
-
colori indicati. Quelli del foliage, caldi:
colori aranciati, corallo, verde bosco e oliva, marroni, giallo dorato, bronzo,
avorio…
STAGIONE ESTATE, dal sottotono freddo, valore cromatico chiaro e intensità bassa
-
pelle: medio-chiara, dal sottofondo roseo,
freddo
-
capelli: biondo chiaro o castano, senza riflessi ramati o dorati
-
occhi: azzurri, verde acqua, grigi, verdi
-
colori indicati. Tinte pastello fredde: rosa
cipria, verde acqua, lavanda, malva, grigio tenue; tinte scure fredde: rosso
carminio, prugna, tortora…
STAGIONE PRIMAVERA, dal sottotono caldo, valore cromatico chiaro, intensità alta, persone chiare e luminose ma non fredde
-
pelle: medio-chiara, dal sottofondo pesca,
avorio, comunque radioso
-
capelli: chiari o biondi, non cenere, eventuali
riflessi rame o dorati
-
occhi: verdi, azzurro cielo, tendenti al blu,
nocciola
-
colori indicati. Tinte chiare e calde: avorio,
cammello, terracotta, arancio e rosso aranciato, salmone, albicocca, pesca,
corallo, salvia, azzurro, tiffany…
Discorso a parte meritano gli abbinamenti.
Abbinare ci mette spesso in difficoltà. Le decisioni al riguardo devono essere non comode ma giuste secondo i principi dell’armonia. Gli abbinamenti sono sotto i nostri occhi tutti i giorni e possono infatti essere:
-
monocromatici: tinte, ombre e toni di un unico
colore
-
analoghi: abbinamento di due o più colori
adiacenti sulla Color Wheel™
-
complementari: si abbinano due colori
complementari tra loro, tipo rosso e verde, giallo e viola.
-
Complementari divisi (split complementary): si
abbinano un colore con i colori a destra e a sinistra del suo complementare.
-
Triade equidistante (triad): si abbinano tre
colori equidistanti nella color wheel. Combinazione “energetica” spesso
utilizzata nell’abbigliamento sportivo.
Gli abbinamenti possono essere fatti tra i colori della nostra palette: sono infatti tutti colori “amici” e possono essere sia iconici che più originali, purchè coerenti, cioè in armonia per
Sta a noi avere un guardaroba efficiente, cioè non quello che ha tanti abiti ma quello coerente, che consente tante combinazioni: è il concetto di “capsule wardrobe”, un nucleo di capi intorno ai quali ruotano gli altri.
I falsi miti:
I “must have”: un colore non valorizza tutti, quindi…. accettiamo gli input e adattiamoli alle nostre caratteristiche.
Il nero: un bellissimo non colore, validissimo per certe occasioni, ma non per tutti i giorni. Non deve essere un rifugio o una rinuncia ai colori. Certo è elegante, affascinante, si abbina facilmente, è pratico in molte situazioni, ci fa sentire “a posto”, è professionale, è un comodo alleato…
Ma l’eleganza non dipende solo dal colore, non è il solo colore
professionale, non è il solo colore “cammuffante”: pensiamo ai tessuti opachi
anziché lucidi e a focal point effettivamente valorizzanti i nostri punti di
forza. Il nero non valorizza tutti allo stesso modo: si può quindi definire un falso
infallibile. E’ utile ma non indispensabile.
Il bianco: spesso è considerato un non colore. Invece è un colore a tutti gli effetti, quindi può avere sfumature calde e fredde, da adattare alla nostra temperatura. Alle stagioni fredde è associato il bianco ottico, il gesso, madreperla, il bianco comunque senza ombre di giallo. Alle stagioni calde è associato il panna, l’avorio, il bianco comunque con ombre di giallo. Pensiamo agli abiti da sposa, non sono necessariamente bianco ottico.
Si ritorna alla “psicologia del colore” cioè cosa simboleggia un colore e la sua influenza sul nostro comportamento.
E' affascinante l’analisi del colore, del suo significato attuale e del suo
significato nella storia, del perché alcuni colori sono oggi considerati
femminili mentre storicamente erano maschili (penso al rosa), l'analisi del suo uso nella
vita quotidiana, nella pubblicità, nel cinema,... beh, il dado è tratto....
Penso all’importanza dell’armocromia in una collezione tessile-abbigliamento, all’importanza della ricerca in questo campo, alla necessaria sensibilità cromatica di chi crea la variante e l’abbinamento, alle scelte necessarie e alle semplificazioni commerciali, alla possibilità di personalizzazione lavorando su valore cromatico, saturazione, temperatura e contrasto, all’importanza del confronto tra gli attori e i reparti aziendali per trasferire le necessarie informazioni.
Abbiamo infatti dei vincoli e degli interessi commerciali: all'interno di essi dobbiamo muoverci.
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